Musicb00m.it: Paradise / Brazilian Nightmare
La confezione di “Paradise” non racchiude solamente il nuovo omonimo lavoro di Cdatakill (precedente conosciuto come Cassandra Datakill), ma anche la ristampa di “Brazilian Nightmare”, originariamente rilasciato in sole cento copie dalla Eupholus Records. La proposta del nuovo Cdatakill si basa su una fusione di sonorità tipicamente statunitensi, che spaziano da una scomposta breakbeats ad un rhythmic noise mai eccessivamente invadente. Con brevi e intermittenti accompagnamenti vocali e sferzate harsch, “Paradise” scorre via gradevolmente, presentandosi all’ascoltatore con composizioni, tuttosommato, facilemte assimilabili. Da sottolineare fra le quattordici tracce presenti, diverse collaborazioni con altri artisti della Ad Noiseam: tra questi, spiccano sicuramente i remixes di “Cabrini green”, ad opera dei Somatic Responses e di “Vodla Spitter” del promettente Tarmvred. L’andamento di questo full è altalentante, e si passa da brani ispirati e convincenti, come Fucking Murders, ad altri resi anonimi dall’assoluta mancanza di sperimentazione. Quasi più interessante appare la ristampa del notevole “Brazilian Nightmare”, le cui sedici tracce di electro ambient dai toni cangianti sono ora disponibili ad un pubblico più vasto. Ad una prima parte, totalmente basata su una commistione di low drones ed eteree keyboards, si contrappongono loop e noise patterns, che creano con un netto distacco con le atmosfere precedentemente create. Prendono forma ritmiche strutturate cone ne “Il Diavolo” o nel remix di “Nina Mila Meta”, ma esse non convincono a pieno, a causa della prevedibilità di acune scelte. Nel finale tutto viene incanalato verso una riuscitissima forma di dark ambient pura, che “sfiora” l’ascoltatore con impalpabili tastiere e dilatate modulazioni. Le sonorità create da Zak Roberts si pongono perfettamente in linea con lo stile di casa Ad Noiseam e fanno parte di un lavoro sicuramente interessante, ma decisamente poco personale, che - pur attraendo l’ascoltatore - fa rimpiangere le scelte operate sul precedente “Brazilian Nightmare”.